domenica, 21 giugno 2009

METALLICA "DEATH MAGNETIC" (2008)

Metallica "Death Magnetic"Nel panorama creativo della musica recente, sono sempre più rari i casi di gimmick cover e packaging che esulino dalla semplice riproduzione bidimensionale di una copertina. Questo disco dei Metallica abbraccia proprio una personalissima idea con la realizzazione di un booklet molto elaborato e accattivante. Autore di questo curioso design è Turner Duckworth che riproduce al centro della copertina una fossa funeraria con il feretro posto sul fondo e una serie di frenetici raggi che si espandono dall'orlo della fossa. La particolarità del packaging risulta essere proprio nei diversi strati di terra che conducono alla bara, perchè gli stessi sono ottenuti sagomando le diverse pagine del booklet (vedere foto seguenti) fino appunto all'ultima pagina dove la bara è posta al centro di una raggiante esplosione di luce. Le sagomature sono violente e selvagge, tanto da ritagliare e cancellare parti testuali dei diversi brani e vanno riducendosi di dimensione dalla cover al fondo. Essendo il booklet integralmente "bucato" nel mezzo, il nome della band e del disco sono stampati su una targhetta adesiva trasparente appiccicata sulla plastica esterna della confezione. 

Metallica "Death Magnetic"

Metallica "Death magnetic"

(©2009 Articolo di Andrea Buongiorno)

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venerdì, 19 giugno 2009

DEPECHE MODE LIVE @ ROME (16.06.09)

Depeche Mode live @ RomeIl riscontro a David Gahan di un tumore alla vescica (e immediata operazione chirurgica dall'esito positivo), pareva avesse minato seriamente non solo il tanto atteso tour della band quanto la stessa salute ed energia del vocalist britannico. Niente di tutto ciò. La data romana ha messo in mostra un gruppo affiatato, energico e convincente che optando per una scaletta variegata (qualche pezzo da "Sounds of the Universe" e diverse hits anche di vecchio corso) ha divertito i cinquanta mila fans accorsi (con affanno) allo Stadio Olimpico di Roma. Dico con affanno perchè una delibera del comune di Roma ha obbligato i Depeche Mode ad iniziare lo spettacolo con 30 minuti d'anticipo, cosa che ha provocato una corsa sfrenata nell'impianto da parte dei tantissimi fans tranquillamente impegnati nell'acquisto di gadgets, bevande o cibarie nell'antistadio. L'avvio dello show è quello che ti aspetti, con quella "In Chains" già apertura di S.O.T.U. cui seguono i nuovi brani "Hole to feed" e la ipnotica "Wrong". Nonostante l'avvio sia stentato, come un diesel tocca ai pezzi seguenti (come "Question of time") fare esplodere definitivamente la serata, in quanto da quel momento lo show doventa vorticoso, intenso, ammaliante e sopratutto sensuale nella parabola centrale di "Flying on the widescreen" e "Strangelove". Dave come al solito lascia spazio a Martin Gore per le acustiche "Home" e "Jezebel" ma riprende posto con grinta quando il sound si fa potente con "I feel you" e la granitica "Come back". Stupisce "Peace" rivestita in salsa dance mentre non stupisce la partecipazione eccezionale del pubblico nel cantare a squarciagola "Enjoy the silence", vero picco della serata. Da lì si scivola via con vecchi cavalli di battaglia come "Master and servant" e "In your room" fino al culmine di una massiccia "Personal Jesus". Richiamati sul palco, la band si congeda con il consueto duetto Dave-Martin che per questo tour optano per la delicata "Waiting for the night". Una chiusura che disegna metaforicamente una carezza per tutti i fans accorsi in una afosa notte romana ad abbracciare e salutare con entusiasmo i sempre verdi Depeche Mode.

Depeche Mode Live in Rome

Depeche Mode Live in Rome

(©2009 Articolo di Andrea Buongiorno)

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sabato, 16 maggio 2009

"L'AMORE NON HA FINE" - IL NUOVO ALBUM DI VALENTINA GIOVAGNINI.

Esce il 15 Maggio prodotto da Verba Manent e distribuito da Edel, “L’amore non ha fine”, il cd postumo di Valentina Giovagnini, la giovane artista  scomparsa prematuramente il 2 gennaio scorso che incantò la giuria di Sanremo con il brano “Il passo silenzioso della neve”. Un talento puro quello di Valentina  che ha seguito un percorso musicale unico e originalissimo, ricco di contaminazioni musicali e suggestioni letterarie. In questo lavoro coadiuvata negli arrangiamenti nei testi e nelle musiche dal suo scopritore Davide Pinelli e da Vincenzo Incenzo, l’artista toscana, spaziando dal classico ed elettronico, dal tango al celtico, dal rap alla ballad, ricama dodici brani (più due ghost track) di straordinaria intensità trascinando chi ascolta in un mondo senza tempo carico di poesia ed energia, dove i colori di strumenti senza tempo come la cornamusa o il whistle, si mescolano con ritmiche futuribili e sorprendenti modulazioni vocali, Il brano  traino che dà il titolo all'album è accompagnato da un emozionante video inedito, l'ultimo girato da Valentina. Il cd aiuterà la ‘Associazione no profit Valentina Giovagnini, fondata dalla famiglia, con l’intento di realizzare alcuni progetti di solidarietà sognati dalla giovane artista.

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sabato, 25 aprile 2009

GINEVRA DI MARCO "DONNA GINEVRA" (2009)

Ginevra Di Marco "Donna Ginevra"Abbandonata l'avventura P.G.R. e intrapresa la carriera solista, Ginevra Di Marco dopo il frizzante rock di "Disincanto" e in parallelo al progetto "Stazioni Lunari" ha mosso le proprie attenzioni creative e culturali verso la musica tradizionale regionale italiana e mondiale. "Donna Ginevra" è il secondo capitolo di questa rotta artistica; un secondo attracco dove Ginevra si cimenta con i canti popolari (italiani, regionali ed internazionali). Bene si sposa a questo concetto, la copertina e tutto il packaging firmato dallo studio Funambolo del chitarrista di Ginevra, Andrea Salvadori con le fotografie firmate da Angelo Trani. Il concept ruota interamente sulla barchetta di legno intitolata al disco sulla quale una "vedetta" Ginevra è attenta (e serena) nel procedere spedita verso nuovi lidi. Scenografia minimale ma molto colorata e sognante, viene ripetuta anche sul retro del booklet e nella pagina centrale quando accoglie in posa scherzosa Ginevra, Francesco Magnelli e lo stesso Salvadori. Le paginette del libretto presentano i testi dei brani e una serie di piccole illustrazioni geografiche corrispondenti alle varie canzoni (ad esempio una cartina geografica della Macedonia per "Usti usti baba" o una veduta di Roma per "Il crack delle banche"), tutte accompagnate dalla solita e indomita barchetta di copertina. Complessivamente "Donna Ginevra" attrae e mitiga belle sensazioni con i suoi colori accesi, variopinti e sognanti con una grafica nonostante ciò sobria, equilibrata e molto amichevole. L'affinità delle scelte grafiche con i sentimenti e le motivazioni artistiche del progetto musicale creano un connubio equilibrato che viene ottimamente rappresentato tanto in grafica quanto in musica.

(©2009 Articolo di Andrea Buongiorno)

lunedì, 20 aprile 2009

NUOVO ALBUM PER I C.F.F. E IL NOMADE VENERABILE

"Lucidinervi" è il nuovo cd dei C.F.F. e il Nomade Venerabile, disponibile da maggio nei negozi di dischi e nei digital music stores. Multiforme nel genere e policromo nelle liriche, risplende delle partecipazioni di Paolo Benvegnù e Guglielmo Ridolfo Gagliano, Paolo Archetti Maestri e Fabio Martino (Yo Yo Mundi), Franz Goria (Petrol) e Umberto Palazzo (Santo Niente). Sarà pubblicato da Otium Records e distribuito da C.N.I. "Lucidinervi" verrà presentato ufficialmente e in anteprima nazionale il 25 aprile presso il c.s. Cloro Rosso di Taranto, occasione nella quale i C.F.F. e il Nomade Venerabile divideranno il palco proprio con i Petrol dell'ex Fluxus Franz Goria e dell'ex Marlene Kuntz Dan Solo.

Info: www.cffeilnomadevenerabile.com

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sabato, 11 aprile 2009

NOMADI "ALLO SPECCHIO" (2009)

Nomadi "Allo specchio"Nel mondo della musica dagli anni sessanta, le copertine dei Nomadi hanno segnato per intere generazioni ricordi e spaccati della società e della evoluzione della stessa. Chi da qualche anno si occupa del packaging dei loro dischi è un creativo interno alla band: il batterista Daniele Campani. Molto sobrio nelle sue creazioni, Campani sfrutta poco le potenzialità della grafica computerizzata limitandosi a creatività semplici e con pochi effetti. Nel caso di "Allo specchio" un bruttino collage in bianco e nero posto sul retro packaging non intacca l'interesse verso una copertina gradevole (opera di Elena Bombardelli) nella quale prendendo spunto dal titolo del disco, due mani vanno a toccarsi come riflesse in uno specchio. Il taglio dell'illustrazione, i colori e il distacco dal rosso del nome della band rende di facile lettura e memorizzazione l'intera cover che risulta essere una delle più interessanti della recente discografia dei Nomadi. Nonostante questo, trovo purtroppo amatoriale l'applicazione dei ritriti effetti di riflesso per quanto riguarda il titolo del disco e il nome del gruppo, che con quel bell'effetto rosso lavico poteva vivere di spessore proprio anche senza l'applicazione degli effetti sopra citati (che si rifanno sì al nome dell'album ma che risultano essere una banale sottolineatura di un concetto già molto bene espresso dalla sola illustrazione).

In merito alla copertina del disco, Daniele Campani asserisce sul sito ufficiale dei Nomadi: "Perchè ho scelto il quadro di Elena per la copertina? Ho fatto diverse proposte e tutti i Nomadi erano d'accordo sul questo quadro perchè molto espressivo... A me/noi non piace molto dare spiegazioni di quello che facciamo... Comunque il concetto della canzone è che i cambiamenti del mondo, in meglio od in peggio, stanno nei nostri gesti quotidiani. Stanno insomma nelle nostre mani e l'invito è quello, perlomeno, del rendersene conto. La mano dunque ... La mano è veramente lo strumento che ha "disegnato" la storia dell'uomo. Con il gesto della mano si è deciso il tempo di guerra o il tempo di pace. Penso che le mani abbiano una alta carica emotiva ed espressiva. E penso alle posizioni delle mani come strumento di influenza, appunto, dei destini del mondo. Posizione schiaffo, carezza, pugno come simbolo dell'agire o come simbolo vero e proprio. Pensa al pugno chiuso delle lotte operaie e diventato simbolo di regimi comunisti... o alla mano tesa di origine romana fatta propria dai regimi nazifascisti... Mi stò dilungando, ma un ultima cosa. La mano nel contesto dello specchio esprime anche altro per me... Lo colgo come un momento di solitudine, che di per sè non reputo ne negativo ne positivo ma che esprime la ricerca di un contatto impossibile . Morale: la trovo una immagine molto "contemporanea" ed inserito bene nel contesto di quanto stiamo andando a raccontare nei nostri dischi ultimamente ... Scusatemi delle chiacchiere ...".

 (©2009 Articolo di Andrea Buongiorno)

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venerdì, 27 marzo 2009

DEPECHE MODE "WRONG" (2009)

Il 20 Aprile 2009 i Depeche Mode tornano dopo alcuni anni con un nuovo disco "Sounds of the Universe". Un capitolo molto atteso della longeva discografia della band inglese che ha attuato una promozione molto intelligente puntando sopratutto sulle potenzialità mediatiche del web. Il sito ufficiale www.depechemode.com ha infatti proposto aggiornamenti continui svelando settimana dopo settimana chicche sempre più interessanti sulla nascita del disco con video realizzati in studio e interviste a Dave Gahan e soci. Anche il singolo di lancio "Wrong" è stato pubblicato anticipatamente su Youtube con un agghiacciante videoclip così come la ballata "Come back", due pezzi che hanno evidenziato la buona vena creativa dei Depeche e facendo ovviamente aumentare l'interesse per l'album completo. Alla pari della musica, anche l'artwork è stato poco a poco svelato sulle pagine multimediali del sito web. La copertina di "Wrong" (firmata da Anton Corbijn) si discosta di poco da quella di "Sounds of the universe": grafica minimale, geometrica e a poche tonalità con un grosso rettangolo su cui è riportato il nome del singolo. Voglio menzionare inoltre la lettura grafica del nome della band con la "D" disegnata come un rettangolo e la "M" come una sorta di forcone capovolto. Incuriosisce certamente la strana summa di cerchi e rettangoli, così in rete ho trovato una interessante rilettura della cover con un posacenere e delle sigarette a simularne l'origine creativa. Molto interessante.

Depeche Mode "Wrong"

(©2009 Articolo di Andrea Buongiorno)

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giovedì, 19 marzo 2009

GEMELLI DIVERSI "SENZA FINE" (2009)

Gemelli Diversi "Senza fine"Dopo la partecipazione a Sanremo, la crew milanese ha dato alla luce questa raccolta di successi prendendo in esame la decade dal 1998 al 2009. Senza soffermarci sulla qualità e la tipologia del prodotto musicale, la copertina del disco non ha nulla di particolare con il solo titolo e nome della band che con un carattere moderno e bombato si stacca da un fondo barocco di carta da parati. Più interessante è il booklet che su medesime tonalità e stessa ambientazione propone scatti del gruppo e dei singoli membri e qualche foto in ripresa live. Interessante è la seconda di copertina, dove in quattro cornici vi sono quattro ritratti dei ragazzi ridisegnati come leggende della musica: THG è John Lennon, Grido è Bob Marley, Thema è Kurt Cobain e Strano è Elvis Presley. L'idea è molto carina ed è un peccato che trovi solo un misero spazio in un booklet che non brilla certo per originalità. Seguire la via di quei quattro ritratti per influenzare l'intera grafica avrebbe certamente giovato alla qualità creativa del packaging affidata allo stesso membro del gruppo Grido (le foto sono invece di Rinocriceto). Noto a ogni modo, il piccolo logo che compare sul dischetto e sul retro della copertina, le iniziali GI.DI.VI. che in un font in stile da tatuaggio accompagnano le quattro carte del poker. Segno molto immediato e ben reso che risulta essere l'unica e vera parentesi legata ai simboli del rap. Forse troppo poco.

domenica, 22 febbraio 2009

RIFLESSIONI SU UNA POLEMICA DI SANREMO'09

La libertà è un dono raro che nessuno dovrebbe imbrigliare. L'amore è una felicità che TUTTI dovrebbero preservare. Difendere. Alimentare. Venerare. Il sorriso in egual maniera è un ingrediente importante della nostra vita. Aiuta a vivere. Aiuta a sopportare i malumori. E anche quello, se pensiamo a tante popolazioni in Africa, è un dono che non tutti possono vantare sul proprio viso. Penso che le parole e l'intervento di Roberto Benigni sul palco dell'Ariston debba insegnare un pò a tutti che la satira, la riflessione, la poesia e l'amore possono essere componenti fondamentali ma affrontati con leggerezza, con pace. Nel cuore. Nella mente. Sono rimasto schifato dalla bagarre che sedicenti opinionisti hanno creato sul palco di Sanremo su RAI1 ... deluso dalla rabbia e assurda esagerazione di una Iva Zanicchi irriconoscibile ... deluso ancora di più da Vittorio Sgarbi. Evitare sempre il dialogo. Aggredire chi non la pensa come lui. Sono rimasto deluso perchè Sgarbi ha preferito fare propaganda politica, difendere con isteria Berlusconi e attaccare Benigni come capo politico (ma non lo era Moretti?) della sinistra. Comunista con metodi fascisti. Mi ha deluso vedere una persona intelligente andare in barca, diventare paonazzo e insultare un ragazzo che aveva fatto notare come la politica più che Benigni la stavano mettendo in mezzo i sedicenti opinionisti del parterre (si dovrebbe parlare di musica ... ma di musica come sempre non se ne parla mai). Sgarbi, da amante dell'arte, mi ha deluso perchè ha omesso la parte più bella dell'intervento di Benigni. Quello in difesa degli omosessuali e dell'omosessualità. Quello in difesa della libertà. Umana. Libertà dell'amore. Intervento seguendo il quale, mi sono emozionato. Avrei voluto parlassero di questo sul palco. Che non parlassero come sempre di polemiche ma di amore, di poesia, di arte. Perchè arte è stata. E Sgarbi si è tenuto latitante. Grande intelligenza. Poca personalità (che non fa sinonimo con aggressività). Dell'intervento di Benigni non voglio citare la lettera di Oscar Wilde perchè, meravigliosa, sarebbe superfluo citarla ma voglio piuttosto ricordare piccoli e brevi passaggi sui quali, secondo me, era meritevole una riflessione. Gli omosessuali hanno dato tantissimo alla storia artistica e culturale dell'uomo ... è verissimo e insonfutabile. Gli omosessuali sono stati da sempre perseguitati, uccisi e incarcerati per amore. Amore verso un altra persona. Se dello stesso sesso o del sesso opposto non importa ... "sono affari loro". Seviziare, arrestare e uccidere perchè una persona ama è un vero delitto. E su questo sono assolutamente daccordo. Gli omosessuali sono come noi tutti. Sono uomini. Sono donne. Che amano. E l'amore non è un peccato ... casomai lo è la stupidità.

"La vera perfezione dell'uomo non sta in ciò che l'uomo ha, ma in ciò che l'uomo è". (Oscar Wilde)

Link: VIDEO SUL SITO RAI

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venerdì, 13 febbraio 2009

BABYLON ZOO "KING KONG GROOVER" (1998)

Babylon Zoo "King Kong Groover"Questo secondo disco un pò sottovalutato dalla critica nostrana, resta la miglior prova in studio della band britannica capitanata da Jas Mann. La nomea di "gruppo spaziale" ricamato dopo il successo antecedente di "Space man" lucida il disco di una accattivante colorazione argentata (un pò come le tute aliene di vecchi telefilm di fantascienza) sulla quale si ritagliano poche lettere e il sintetico logo ideato dalla Electric Arts. La semplicità esterna racchiude però un interno movimentato con la colorata storia a fumetti realizzata da David Bircham e nella quale compare anche un eccentrico chitarrista dalle fattezze del vocalist della band. La strip a ogni modo, si riferisce al video del singolo di lancio del disco, quella "All the money's gone" che sposa al suo ritmo sfrenato un eccentrico e dinamico videoclip realizzato in animazione.

Babylon Zoo "King Kong Groover"

(©2009 Articolo di Andrea Buongiorno)

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